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Intollerante al lattosio ?

Fare la diagnosi è importante per escludere dalla dieta in modo totale o parziale, a seconda della gravità, gli alimenti che contengono lattosio, ma addirittura anche alcuni farmaci in cui il lattosio è presente come eccipiente.

Si basa su due principali metodiche:

  • H2-Breath Test
  • Test genetico

H2-Breath Test

Il test finora più diffuso è l’ H2-Breath Test, che valuta la presenza di idrogeno nell’espirato prima e dopo la somministrazione di 20-50g di lattosio, prelevando almeno 6 campioni di aria ottenuti facendo soffiare il paziente in una sacca a intervalli regolari (ogni 30 minuti), per un tempo minimo di 3 ore.

In caso di malassorbimento di lattosio, dopo l’assunzione di quest’ ultimo, in assenza della lattasi nell’intestino si verificano processi di fermentazione con relativo aumento di produzione di idrogeno (H2), che viene assorbito in circolo ed eliminato attraverso i polmoni con il respiro.

Nell’intestino in condizioni di normalità si produce un quantitativo minimo di H2: un suo incremento nell’espirato, dopo assunzione di lattosio, dimostra un malassorbimento di varia entità, da lieve a moderato o grave.

Nella diagnosi differenziale bisogna tenere presente le allergie alle proteine del cibo ed in particolare a quelle del latte e del grano, che possono mimare in parte l’ intolleranza al lattosio, risultando così in falsi positivi.

L' H2-Breath Test viene effettuato dopo un digiuno di almeno 12 ore; nel mese precedente l’esame si deve sospendere l’assunzione di antibiotici e 15 giorni prima dell’esame non si devono assumere fermenti lattici e lassativi.

La dieta della sera precedente l’ esame prevede riso bollito non condito e carne o pesce ai ferri con condimento a base di olio, acqua non gassata e niente pane.

La durata media del test è minimo di circa 3ore; in questo lasso di tempo è possibile bere acqua, ma non è permesso né mangiare né fumare.

Il H2-Breath Test è un test non invasivo, ma può dare origine a falsi negativi se il paziente ha subito trattamenti antibiotici, o presenta disturbi gastrici, oppure dovuti ad alterazioni della flora intestinale capace di produrre idrogeno (10-15% dei casi).

Un test positivo accerta la presenza di malassorbimento del lattosio, ma non discrimina se si tratti di una forma primaria dovuta a un deficit genetico di lattasi, o secondaria dovuta ad un’alterazione dell’integrità della parete intestinale conseguente a stati patologici.

Il H2-Breath Test ha buona sensibilità (circa 77,5%) ed una ottima specificità (circa 97,6%).

Test Genetico

Il Test Genetico, analizzando il polimorfismo nella zona C/T-13910 del DNA che regola il gene della lattasi, permette di definire la predisposizione all’intolleranza al lattosio studiando la composizione genetica, individuando quindi i soggetti che potrebbero manifestare un deficit enzimatico.

Ciò consente di definire un comportamento alimentare e uno stile di vita adeguato e personalizzato nell’ottica di una medicina curativa e anche preventiva.

Il test genetico prevede l’impiego di un tampone buccale per il prelievo della mucosa orale (dalla parete interna della guancia) a partire dal 6° mese dopo la nascita.

Il test permette di discriminare chi ha entrambe le copie sane del gene (T/T), chi ne ha solo una sana (T/C) e chi le ha entrambe mutate (C/C).
Il test genetico manifesta un’elevata sensibilità (97%) e specificità (95%).

Essendo un test semplice e non invasivo, è di facile esecuzione anche nel bambino, in cui il Breath test è difficile da effettuare.

Un test positivo permette di discriminare se si tratta di una forma primaria o secondaria di intolleranza al lattosio.

E’ stato scientificamente dimostrato che in età adulta l’esito del Breath test e del test genetico coincide, quindi si può considerare il test genetico diagnostico quando effettuato in persone con sintomi riconducibili a intolleranza al lattosio.

Intolleranza al lattosio, cosa fare

L’unica terapia è l’esclusione dalla dieta degli alimenti contenenti lattosio per un periodo di almeno 3-6 mesi, per permettere la remissione completa di tutti i sintomi e la ripresa della normale funzionalità intestinale (in caso con verifica mediante H2 Breath test di controllo).

Dopo tale periodo si reintroduce nella dieta bassi quantitativi di lattosio per poi accrescerli e valutare la reazione, questo in caso di intolleranza al lattosio secondaria.

Se intolleranti in forma primaria, quindi genetica, gli alimenti contenenti lattosio devono esclusi dalla dieta in modo permanente.

Dal momento che il lattosio viene spesso utilizzato dall’industria alimentare come conservante e addensante, bisognerà leggere attentamente sempre la composizione degli alimenti sopratutto se in scatola e surgelati, per evitare l’introduzione accidentale di quote di lattosio.

Anche molti farmaci (il lattosio è utilizzato in più del 20% dei farmaci che richiedono ricetta medica e in circa il 6% dei farmaci da banco) ed integratori alimentari contengono lattosio come eccipiente, compresi i granuli omeopatici.

Esistono in commercio diversi integratori di lattasi, che non sono curativi ma vanno solamente assunti poco prima dei pasti in cui si sospetta possa essere presente lattosio, introducendo così l’enzima mancante per neutralizzare o ridurre i sintomi (proporzionalmente ai quantitativi presunti).

Oggi esistono in commercio i prodotti delattosati, di cui abbiamo precedentemente parlato, opportunamente trattati dall’industria alimentare o  arricchiti di Lactobacillus acidophilus, un batterio che digerisce il lattosio.

Esiste un lungo elenco di Formaggi, per lo più stagionati, dove la presenza del lattosio in se e per se é quasi del tutto se non addirittura completamente assente, come pecorino, parmigiano, provolone, grana e altri formaggi stagionati.

Durante la stagionatura il lattosio viene fermentato dai batteri lattici utilizzati per la preparazione del formaggio e trasformato in acido lattico.

Non sono invece permessi formaggi freschi quali mozzarella, certosa, generalmente i formaggi molli dove il contenuto in lattosio è notevole.

Rinunciare indiscriminatamente a tutti i formaggi è sbagliato, potrebbe portare ad un carenza di calcio nella dieta, con i rischi la cui insufficiente quantità nel sangue comporta.

Di seguito una lista a livello generale di cosa poter mangiare, leggere comunque le etichette di tutto ciò che si acquista per evitare errori accidentali !

ALIMENTI DA ESCLUDERE

  • Latte di pecora, capra, asina, bufala, vaccino
  • Formaggi freschi
  • BurroBesciamella e altre salse fatte con panna o latte e derivati
  • Pane al latte, grissini, crackers, fette biscottate con latte e/o derivati
  • Piatti di carne con aggiunta di panna o latte e derivati
  • Insaccati
  • Purea di patate
  • Biscotti con latte o burro, e derivati
  • Cioccolato al latte o parzialmente fondente
  • Creme di pasticceria
  • Torte o dolci in genere
  • Gelati

ALIMENTI A RISCHIO: Leggere sempre bene prima l’etichetta

  • Hamburger, polpette
  • Salumi
  • Cereali per la colazione
  • Caramelle
  • Margarine
  • Ragù in scatola
  • Polenta
  • Ripieni di alimenti surgelati
  • Pasta ripiena
  • Gnocchi di patate
  • Salse in scatola
  • Dado da brodo
  • Frutta in scatola o surgelata
  • Cioccolato in polvere o solubile
  • Liquori dolci
  • Caffè solubile
  • Caffè al ginseng

ALIMENTI PERMESSI

  • Latte vaccino privo di lattosio (delattosato)
  • Yogurt (senza aggiunte di creme di latte o altre lavorazioni)
  • Prodotti lattiero-caseari senza lattosio (delattosati)
  • Latte e derivati di origine vegetale
  • Budini e gelati di soia
  • Parmigiano reggiano, Grana Padano, Emmenthal, Groviera
  • Fette biscottate senza latte e derivati
  • Prosciutto crudo
  • Salumi ed insaccati senza lattosio
  • Carni bianche, pollo, coniglio, tacchino
  • Maiale, cavallo, manzo
  • Pesce fresco
  • Frutta e verdura fresca
  • Tofu

Dott.ssa Katia Lanzone

21/05/2018

Commenti

  • Johne475

    Definitely, what a fantastic website and informative posts, I definitely will bookmark your blog.All the Best! decgkacbeakf

    28/05/2018

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